ACQUAPONICA

Il concetto di acquaponica nasce dalla fusione e dall’integrazione di due diversi sistemi: la coltivazione idroponica, ovvero la coltivazione di piante senza l’utilizzo di terreno, e l’acquacoltura, l’allevamento di specie ittiche da consumo. Già adottata dagli Atzechi in America centrale e nelle risaie asiatiche, nasce, in maniera strutturata, all’incirca negli anni ’70 in risposta a nuovi modelli di pensiero che iniziavano a farsi strada in ragione delle preoccupazioni riguardo la sostenibilità ambientale delle comuni pratiche di produzione agricola convenzionale.

L’aquaponica è un sistema che rientra a pieno titolo nell’agroecologia ovvero quell’insieme di tecniche, concetti e principi per la progettazione di agroecosistemi sostenibili, nei quali l’aggiunta di prodotti chimici esterni dovrebbe essere nulla.
Questo sistema di produzione ecosostenibile, può vantare il titolo di sistema “bio-ecologico”, in quanto consente di risparmiare acqua ed energia, tramite l’utilizzo di una perfetta “sinergia naturale”, sfruttando piante, animali e microrganismi.

Il principio base consiste nel creare un circuito produttivo il più chiuso possibile. L’impianto è composto da due vasche principali, una contenente i pesci da allevare, l’altra un letto di crescita privo di terra, sostituita da argilla espansa o altro substrato neutro.
Col sistema acquaponica i batteri generati dai due microsistemi, quello ittico e quello vegetale, si “servono” a vicenda: gli escrementi dei pesci concimano le piante e le piante trasformano il nutrimento ossigenando l’acqua che ritorna in circolo, permettendo il ricircolo continuo ed un risparmio elevatissimo di risorse idriche.

l acqua è il futuro

Il ciclo delle sostanze  chimiche può essere sintetizzato in pochi passaggi biologici: le acque vengono prelevate dalla vasca di allevamento, con le deiezioni dei pesci, contenenti ammoniaca (nitriti), che in quantità elevate può essere nociva per gli stessi pesci; vengono poi condotte all’interno dei letti di crescita, dove sono presenti dei batteri benefici che trasformano i nitriti in nitrati, assorbibili e nutrienti per le piante. Una volta assimilate le sostanze dalla pianta, l’acqua può definirsi depurata e torna nella vasca di allevamento.

acquaponica

VANTAGGI

  • il risparmio idrico, pari a circa il 90% rispetto alle stesse coltivazioni su terra;
  • l’assenza di patogeni e insetti, poichè l’impianto deve essere realizzato in coltura protetta;
  • l’assenza di erbe infestanti, presenti nei terreni e che permette di ottenere rese migliori;
  • nessun uso di fertilizzanti, i nutrienti vengono forniti esclusivamente dagli scarti ittici;
  • nessun uso di fitofarmaci, viene generalmente impiegata la lotta biologica;
  • non si fa uso di pesticidi per evitare di inquinare il ciclo biologico;
  • il chilometro zero, permettendo di ridurre emissioni inquinanti ed altre esternalità negative connesse ai trasporti;
  • gli spazi ridotti, poichè le piante non necessitano di terreno e quindi è possibile sfruttare diversi ambienti, anche in contesti urbani;
  • il risparmio economico, si possono produrre sia vegetali biologici e che pesci da consumo o ornamentali;
  • l’abbattimento delle emissioni, non si rende necessario l’utilizzo di mezzi agricoli, e la manutenzione ordinaria è piuttosto ridotta una volta avviato il sistema.
  • la RICADUTA OCCUPAZIONALE SUL TERRITORIO, permettendo nuovi posti di lavoro specializzato (e non solo), con condizioni di lavoro migliori dall’impianto alla raccolta, anche con controllo delle effettive esigenze colturali;

SVANTAGGI

  • le alte spese iniziali per la messa in opera degli impianti;
  • l’alta dipendenza da sistemi di controllo e tecnologie per gestire al meglio il ricircolo dell’acqua e la temperatura dell’ambiente (nel caso di blackout o blocco del sistema idraulico i pesci potrebbero morire nel giro di pochissimo tempo);
  • la difficoltà costruttiva e le variabili correlate alla realizzazione di un sistema a ciclo chiuso che deve restare isolato per avere la sicurezza di ottenere dei risultati apprezzabili;
  • il sistema necessita inoltre competenze specifiche sia dal punto di vista agricolo che nell’allevamento ittico.